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Life Club

Public·29 Survivors

Solo Uno Sguardo S01e01


Sono passati due anni dagli eventi che hanno concluso - in modo magistrale! - la prima stagione di Peaky Blinders. Ora le vicende della famiglia Shelby riprendono in un cimitero, dove la famiglia sta seppellendo Freddie (Iddo Goldberg), morto a seguto di una malattia. Thomas, allora, ne approfitta per chiedere a sua sorella Ada (Sophie Rundle) di tornare a casa, a Birmingham. Ada, tuttavia, si mostra piuttosto restìa ad ascoltare le parole del fratello; è tutt'altro che contenta del successo che Thomas ha avuto sia nelle sue attività legali che in quelle illegali. Mentre il paese muore di fame, Thomas va in giro in Bugatti, con autisti che lo accompagnano e questo, per Ada, è (incomprensibilmente) ingiustificabile. "Ora non sono più una Shelby e non sono più una Thorne. Ora sono libera" dice, prima di accomiatarsi da Thomas, che aveva provato a inserirla in uno dei suoi affari; "Siamo ad un funerale Tommy," lo redarguisce sua zia Polly (Helen McCrory) "non si parla di affari". Ma Thomas, che ne sa una più del diavolo, risponde tranquillamente: "Se Ada fosse in lacrime non ne parlerei". In effetti, durante la prima stagione, Ada ci era stata mostrata talmente innamorata di Freddie - al punto di mettersi contro la famiglia e, in buona parte, contro lo spettatore - che ora ci sembra quanto meno sospetto che, al suo funerale, mostri una faccia dura, granitica, quasi disumanizzata. Ad ogni modo, dopo il netto rifiuto - che più tardi la zia spiegherà con un "Ada tornerà quando avrà bisogno di noi - la famiglia torna a casa solo per scoprire che il loro pub più famoso, il Garrison, è stato dato alle fiamme. Thomas, allora, si reca al locale Black Lion, per accusare gli irlandesi del folle gesto. In quest'occasione l'uomo viene condotto ad una sorta di incontro segreto, dove una nuova agenzia segreta d'Irlanda lo ingaggia per compiti fondamentali, che includono anche l'omicidio. Davanti alla proposta Thomas mostra come al solito la sua faccia sicura, quella che non ha paura di niente e trova persino il tempo di fare dell'ironia con una pistola puntata alla tempia e un energumeno che non vede l'ora di premere il grilletto. Rimasto solo, però, Thomas esplode: i suoi movimenti a scatti, così come i suoi incredibili occhi azzurri ridotti a fessure, dimostrano quando sia infuriato all'idea di dover tornare a stare sotto qualcun altro. Il tempo della disperazione, però, è breve: dal momento che Thomas vuole allargarsi a Londra, nonostante i dubbi di sua cognata Esme (Aimee-Ffion Edwards), decide di lanciare un'esca agli ebrei che controllano Camden Town e, nel frattempo, si reca con i fratelli Arthur e John, a Londra nel locale di Sabini, dove sono tutt'altro che benvenuti. Ne scaturisce una rissa dove gli Shelby riescono ad avere la meglio; di ritorno a Birmingham, tuttavia, Sabini fa la sua mossa. Da una parte fa rapire Ada, dall'altra prende Thomas, picchiandolo a morte. Sarebbe anche pronto a farlo fuori, se non fosse per l'arrivo di Campbell, che mette in fuga i malavitosi. Campbell, infatti, parlando con Winston Churchill (nella seconda stagione interpretato da Richard McCabe), rassicura il presidente dicendogli che l'Azione Irlandese può fare affidamento su un nuovo infiltrato. Quando Churchill gli chiede se possono essere tranquilli che questa nuova pedina tenga la bocca chiusa riguardo le loro manovre, Campbell risponde di no e dichiara che il destino di questo infiltrato è la morte "dal giorno in cui è nato". In altre parole, in un modo o nell'altro, Thomas Shelby sembra destinato a morire. Piccola nota a margine: Chester, ora, zoppica vistosamente e si accompagna sempre ad un bastone con una testa di lupo incisa sul manico. Scopriamo, allora, che durante la visita in stazione che chiudeva la prima stagione, mentre cercava di trovare il coraggio per sparare alla donna che amava, Chester è divenuto vittima. Grace, infatti, aveva una pistola nella borsa, con la quale spara al suo ex capo.




Solo uno sguardo s01e01


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L'episodio uno di questa seconda stagione di Peaky Blinders, oltre a rimettere lo spettatore al centro del luogo e del tempo del racconto, intessendo una trama complottistica degna di un premio Oscar, è anche pieno di figure evanescenti, spettrali, di cui si avverte il peso ma il cui volto non arriva mai a sfiorare lo schermo. Pensiamo, ad esempio, alla cara (!) zia Polly. Nella scorsa stagione l'avevamo lasciata nel mezzo di una confessione, quando confessa di aver avuto, in gioventù, due figli che era stata costretta ad abbandonare e il cui pensiero la ossessionava giorno dopo giorno. In Episode 1 allora la vediamo - con un tocco di incredulità da parte nostra - recarsi a casa di una medium per chiedere di avere notizie su sua figlia. Quando la donna-veggente le chiede il motivo della sua visita, Polly racconta la sua storia e noi siamo sicuri di non aver mai apprezzato tanto il suo personaggio come in questo momento: Polly ha lo sguardo duro di chi sa cosa significa combattere contro un destino avverso. La sua postura è eretta, degna, implacabile. Eppure una lacrima scivola sul suo viso, una lacrima che la donna caccia via con rabbia, come se non sopportasse l'idea di mostrarsi debole davanti a chicchessia. La voce è insicura, altalenante, spezzata in più punti. Eppure Polly non si ferma: dichiara di aver avuto un presentimento e di fare sempre lo stesso sogno in cui sua figlia, ormai diciottenne, le dice di essere morta e le chiede di parlare, perchè lei, dopotutto, è sua madre. Quindi Polly si reca da questa medium, senza neanche un nome da poter dare, per avere conferma di questo: che il frutto del suo grembo è, ormai, perso per sempre. "Siete zingara" le dice la medium, e Polly risponde, fiera: "La parte di me che sogna lo è". Noi non assistiamo alla seduta spiritica; non ci viene concesso di vedere il momento esatto in cui Polly si rende conto che il suo cuore può ancora spezzarsi. La vediamo solo uscire di casa, figura fragile contro il profilo della notte, piegata in due da un dolore che aveva rimandato troppo a lungo. Capiamo così che la medium le ha confermato le sue paure. Il fantasma della figlia ha continuato a ruotare intorno a Polly, portandola ad un passo dalla distruzione. Sarà Esme, tuttavia, a dare un senso a tutto. Il giorno dopo, mentre Polly è in "ufficio", ad annegare i suoi dolori nell'alcol, la ragazza le dice che quella donna è un'impostora, e che la sorella si stava vantando di aver avuto una Shelby al proprio tavolo: "Ti dicono quello che già sai" le dice Esme, con tatto. Polly, però, reagisce con il piglio tipico degli Shelby. Invece di ringraziare Esme, la sbatte al muro, puntandole un coltello alla gola e minacciandola di morte qualora racconti la storia a qualcuno. "Non ho bisogno di una minaccia per mantenere un segreto datomi in confidenza" dice Esme "E' una questione d'onore". E di colpo anche Esme, entrata come un personaggio quasi di spalla, finisce per diventare un personaggio pronto a entrare nel nostro cuore.


Di sicuro, tuttavia, non esiste nessun fantasma, in questo episodio, che abbia più peso di quello di Grace. Il suo personaggio (purtroppo) non è apparso in questo avvio di stagione, ma la sua presenza era così tangibile da rasentare l'onnipresenza. Sebbene non ci venga concesso di vedere i tratti di Annabelle Wallis, noi percepiamo costantemente la presenza di Grace. Il suo fantasma aleggia in uno sguardo di Thomas, nei silenzi in cui si perde mentre sono gli altri a parlare. Persino nel modo di fare sesso del leader di casa Shelby c'è qualcosa che rimanda subito a Grace. Con Lizzie (Natasha O'Keeffe) Thomas svolge le funzioni corporali del suo desiderio e, nonostante poi mostri di essere gentile con l'ex prostituta appena promossa a segretaria, vediamo che qualcosa manca inesorabilmente. Se pensiamo a come si era perso tra le braccia di Grace, a come aveva abbandonato, per poche ore, la sua maschera e quella forzata arroganza dietro cui nasconde sempre le sue debolezze, allora appare ovvio che Thomas, senza Grace, è solo un manichino ben vestito. Persino quando va a Londra, in ogni vicolo, bugigattolo, angolo, noi pensiamo di percepire la presenza di Grace, il suo sguardo onniscente che, volente o nolente, ha preso possesso della vita di Thomas Shelby. Una "possessione", questa, che appare immediatamente evidente allo sguardo di zia Polly, che in un momento di rabbia dice a suo nipote "Forse è arrivato il momento che ti dimentichi di lei". Thomas, naturalmente, si nasconde dietro la sua maschera e il suo ruolo e, con una vaghezza che risulterebbe falsa anche ad uno spettatore meno attento, chiede "dimenticare chi?". Nella scorsa stagione Thomas aveva fatto una scelta: aveva lanciato la monetina e aveva permesso ad una delle sue facce di decidere il suo destino: Grace, o gli affari Shelby. Ora, a distanza di due anni, vediamo che quella scelta lasciata al caos e non al cuore lo sta erodendo, trasformandolo in una sorta di automa, un uomo mosso come sempre dalle sue ambizioni a cui però manca la terra sotto i piedi, perchè era stata Grace a dare concretezza al suo mondo. Grace, con i suoi inganni e la sua voce melodiosa; Grace con il doppio volto, ma il cuore generoso. Grace, che ora sembra essere stata inghiottita da un buco nero ed essere stata trasformata in uno spirito inquieto che non riesce a lasciare libero Thomas. Questo perchè, naturalmente, Thomas non vuole liberarsi di lei. E questo è quello che il fantasma di un grande amore fa agli esseri umani che depongono le armi davanti al suo potere. Dire che non vediamo l'ora di assistere all'incontro tra i due - perchè ci sarà, vero? - è davvero un vergognoso eufemismo.


Camminarono con fatica sulla sabbia, una sabbia che, dopo averla guardata più da vicino, aveva poco a che fare con quella che Kaito conosceva. Ciò che aveva scambiato per una spiaggia, era in realtà un deserto interminabile di particelle di metallo, pezzi di terra di Mirrodin polverizzati dalla forza dei Phyrexiani. La Viandante stava accanto a lui, tremolante e silenziosa, evidentemente concentrata a usare tutte le sue forze per rimanere in sintonia con il piano. Rivolse un alto sguardo a Nahiri. 041b061a72


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